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House Sharing, crescono in Vda le case condivise

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Casa

AOSTA 3 APR. Una fonte di guadagno, ma anche un’occasione per conoscere gente nuova e stringere amicizie. Soprattutto, un modo alternativo di vivere la propria casa, specialmente nei periodi di vacanza. Perché l’house sharing, che all’estero è un fenomeno in continua crescita, è ormai entrato anche nelle corde dei valdostani, che, come tutti gli italiani, sono invece da sempre molto legati alle loro mura domestiche. Secondo quanto emerge dall’ultima ricerca1 dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, infatti, più di un terzo dei valdostani (il 38%) si dice pronto a condividere la propria casa con nuovi ospiti, mettendo in comune spazi e ambienti. Per alcuni potrebbe essere un buon modo per integrare il proprio reddito (12%), per altri un’opportunità per fare nuove conoscenze (9%) mentre un ulteriore 12% non esclude di farlo nel prossimo futuro. Il dato è ancor più di rilievo se si considera che la casa resta ancora oggi il luogo per eccellenza della loro intimità, quello in cui ci si sente sereni e rilassati (75%), ma anche un bene affettivo (51%), da trasmettere ai figli (22%). Se da un lato, dunque, una fetta importante di valdostani guarda con interesse all’house sharing, sono ancora numerosi quelli restii ad aprire la propria porta agli estranei (51%). Le ragioni? In primo luogo la diffidenza: il 24% non si fida di chi può entrare in casa, mentre un ulteriore 27% afferma categoricamente di non essere intenzionato a condividere la propria abitazione con nessuno al di fuori della famiglia. Favorevoli o meno che siano, i valdostani ammettono che non sia facile condividere la propria casa con ospiti che non si conoscono: il 61%, infatti, teme di ospitare persone maleducate e poco rispettose, mentre il 42% ha paura di perdere la propria privacy.

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